sabato 9 ottobre 2010
La crisi dell’istruzione
La crisi dell’istruzione
Quando diciamo che è l’economia e non l’essere umano il valore e l’interesse centrale non stiamo filosofeggiando ma parliamo di qualcosa di estremamente, drammaticamente concreto che si impone davanti a noi ogni giorno nelle varie forme che la violenza assume. Lo vediamo nella povertà, nello sfruttamento, nella discriminazione, nella gestione violenta dei conflitti e dei problemi sociali e lo vediamo qui, su di noi, nella gestione di questa crisi ogni volta che per salvaguardare il circuito economico si tagliano i fondi destinati al sociale, in primis all’istruzione.
Nel triennio 2009/2012 saranno tolti 8 miliardi di euro alla scuola, spariranno 133 mila cattedre. L'incremento degli alunni disabili (da 175.778 a 181.177 unità) è stato fronteggiato con un taglio netto di oltre 300 cattedre di sostegno. Quasi 37 mila alunni in più sono stati stipati in 4 mila classi in meno. E sono diminuiti persino i plessi scolastici: 92 in meno. In un solo anno gli insegnanti di ruolo sono calati del 4%, i precari hanno perso quasi 14 mila incarichi. Per non parlare del personale di segreteria, dei bidelli e dei tecnici di laboratorio: meno 6% in 12 mesi. Gli stipendi degli insegnanti saranno congelati per un triennio (dal 2011 al 2013).
Dunque l’istruzione pubblica che rappresenta un diritto fondamentale e insieme un pilastro dell’educazione, la strada che apre l’essere umano alla consapevolezza e alla libertà viene tagliata con una spudoratezza mai vista. Le conseguenze? Lasciamo che a parlare sia chi ci sta dentro e riportiamo la lettera di un’insegnante ..
Lettera a Tremonti di un’insegnante di periferia
Ministro Tremonti,
lei mi obbliga a violare la legge. Mi piacerebbe incontrarla per dirglielo guardandola negli occhi. Lei sta obbligando la maggioranza dei docenti italiani a violare la legge. Cosa significa infatti ammassare più alunni di quanti un’ aula può contenerne, se non violare la legge? Sono ben tre le norme violate: la normativa antincendio, quella per la sicurezza negli edifici scolastici e quella igienico sanitaria. Molti sanno che lei ha tolto ben 8 miliardi all’istruzione pubblica. “C’erano tanti sprechi e siamo in tempi di crisi, bisogna razionalizzare”, saggia e incontrovertibile affermazione. Così ha giustificato la cosa.
lei mi obbliga a violare la legge. Mi piacerebbe incontrarla per dirglielo guardandola negli occhi. Lei sta obbligando la maggioranza dei docenti italiani a violare la legge. Cosa significa infatti ammassare più alunni di quanti un’ aula può contenerne, se non violare la legge? Sono ben tre le norme violate: la normativa antincendio, quella per la sicurezza negli edifici scolastici e quella igienico sanitaria. Molti sanno che lei ha tolto ben 8 miliardi all’istruzione pubblica. “C’erano tanti sprechi e siamo in tempi di crisi, bisogna razionalizzare”, saggia e incontrovertibile affermazione. Così ha giustificato la cosa.
Di contro, però, le spese militari ricevono 25 miliardi di euro e leggo in questi giorni di un bonus di 19 mila euro a classe per le scuole private e leggo anche di un aumento di circa 200 euro mensili per i colleghi di religione, buon per loro, non sia mai, ma allora non bloccassero i nostri per i prossimi secoli. Mettiamoci d’accordo. C’è la crisi o no? Un giorno c’è, un giorno non c’è, un giorno è un “anatema psicologico delle sinistre” e l’altro giorno “dobbiamo fare sacrifici”. Ma non tutti, attenzione: gli statali. Io mi sono arrovellata nel tentativo di capire dove fossero quegli sprechi quando, nell’agosto 2008, ho saputo degli 8 miliardi da togliere alla scuola pubblica. Ma lei ha fugato i miei dubbi: lo spreco era studiare l’italiano, e quindi via due ore. Lo spreco era studiare la tecnologia moderna e quindi via un’ora. Questo alle medie. Lo spreco era recuperare i bambini con difficoltà, e quindi via le compresenze in talune ore di due maestri nelle elementari: a questo servivano, caro ministro. Il tutto eseguito con la furia di un boscaiolo cieco che ha distrutto chiome sane, piante rigogliose e qualche ramo secco, ma troppo pochi, in cambio della distruzione della nostra foresta amazzonica: il polmone del nostro futuro. Quelle due ore d’italiano e le compresenze servivano anche a coprire le assenze dei colleghi senza ricorrere a supplenze esterne. Inoltre: aumentiamo i ragazzi per classe: fino a 30, 33..ma sì. Realizziamo un bel parcheggio per ragazzi, non una scuola certamente. Del resto sono altre le fonti vere della formazione: la vita, la strada, la televisione, il computer.
Per chi vuole studiare veramente ci sono le scuole private. Studiare cosa e come poi è da vedere. C’è un piccolo particolare: tutto ciò è anticostituzionale. La Costituzione riconosce alla scuola pubblica, statale, italiana il compito di formare e istruire gli italiani. Le private? Una scelta possibile, non obbligata. (..)
Tagliare completamente i fondi di gestione delle scuole ha comportato l’impossibilità di chiamare supplenti per coprire le assenze, adesso che non ci sono più quelle due ore che servivano a coprirle. E dunque le classi si dividono in altre classi. Giornalmente. I ragazzini si prendono la loro sedia e vagano nei corridoi in cerca di spazio. Perdendo ore di lezione. E allora: posso sopportare di lavorare meno, posso sopportare di farlo in una scuola ammuffita, con l’acqua che filtra, senza vetri, posso sopportare di non avere carta igienica per i ragazzi, sapone nei bagni, riscaldamenti a singhiozzo. In una mia classe di prima media ho 23 bambini, 4 di loro con gravissimi disagi sociali e disturbi comportamentali (sono figli di carcerati) , due con problemi di apprendimento e uno disabile grave. Io insegno arte: nelle mie ore non ho insegnante di sostegno, perché sono state tagliate le ore del sostegno, come tanti sanno. E allora mi dica lei qual’ è il diritto all’istruzione negata del mio alunno disabile? Qual è il diritto all’attenzione precipua negata ai 4 bimbi con problemi sociali? E ai due che non riescono a leggere senza distrarsi? È una scuola di periferia, se non li aiuto io chi li aiuta? E il resto dei compagni? Non hanno diritto alla “normalità”? (..)Lei lo chiama razionamento e si riempe la bocca di frasi assurde sul come l’Italia stia reggendo la crisi. Mi scusi: ma che cavolo sta dicendo? Lo deve dire lei, una statistica o io? Ho 253 alunni, 253 famiglie cioè: un bel campione di famiglie di periferia, come ce ne sono a migliaia nella corona delle città. Forse ne so parlare meglio di lei degli effetti della crisi, sig. Ministro: niente fumo negli occhi ahimè. Lo stato vissuto nelle classi italiane è disastroso. Io la chiamo illegalità. Io non posso adeguarmi. Non per me stessa, che alla fine noi docenti ci abituiamo a tutto, ma per loro.
Porti solo la sua firma questo scempio: io non voglio rendermene complice. E non mi dica che sto facendo politica e un insegnante non può farla. Io ne ho più diritto di lei, che sia chiaro: io formo i cittadini di domani. Non lei. Lei passerà, per fortuna, ma i docenti italiani ci saranno sempre a insegnare cosa voglia dire rispettare le regole, rispettare la legge, cosa significhino parole come “comunità”, come “solidarietà”, come “eguaglianza”, come “fraternità”. Questa è politica, caro Tremonti, ed è il senso del mio mestiere. (..) Di quei 25 miliardi alle spese militari destini nuovamente alla scuola pubblica gli 8 miliardi tolti. La smetta di giocare con la vita e con l’istruzione dei nostri figli. Anzi, le dico di più, se posso: se ne vergogni.
Mila Spicola
Professoressa
Professoressa
Mario Luis Rodríguez Cobos (Silo)
Mario Luis Rodríguez Cobos (Silo)
Mario Luis Rodríguez Cobos, conosciuto anche con lo pseudonimo Silo, è nato il 6 gennaio del 1938 a Mendoza (Argentina). Scrittore e pensatore, autore di vari libri, racconti, articoli e studi relazionati con la política, il sociale, psicologia, semantica, spiritualità e altri temi. Sposato con Ana Cremaschi, è padre di Alejandro e Federico e risiede in un piccolo paese, (Chacras de Coria), nei paraggi di Mendoza. Lo scrittore per alcuni anni abbandonò parzialmente le sue attività agricole.
Il suo pensiero ha cominciato a circolare, più di quarant’anni fa, in varie parti del mondo; così copie manoscritte o ciclostilate de “Lo sguardo interno” già circolavano tra i giovani di San Francisco, gli studenti di Roma, gli operai di Glasgow e gli artisti ed intellettuali di Varsavia e Budapest.
La sua opera, considerata una nuova corrente di pensiero, è stata associata a numerose associazioni che si possono definire, genericamente, parte del movimento nonviolento, pacifista, umanista ed ecologista.
Il messaggio umanista di Silo propone un nuovo tipo di logica e di comportamento che chiamiamo: l’etica della libertà
Seguire l’etica della libertà significa lottare contro tutto ciò che genera dolore e sofferenza in sé stessi e negli altri, essere contro tutto ciò che si oppone al cammino della libertà. Una vera libertà e un vero progresso si basano su questi principi.
Questo inoltre comporta delle scelte:
Messa in discussione della realtà stabilita
Per realtà stabilita si può definire tutto ciò che, pur essendo prodotto di intenzioni umane, viene contrabbandato come la “realtà stessa”.
Critica dello stabilito è rianalizzare ogni cosa sulla base delle esigenze poste dall’etica della libertà.
Adottare una metodologia di trasformazione personale che individuando e trasformando in sé stessi i falsi valori (credenze, pregiudizi, etc…) ci possa rendere più idonei a contribuire alla stessa trasformazione sociale.
Promuovere forme di aggregazione, ambiti di comunicazione, di chiarimento e azione verso queste finalità. ( riunioni settimanali, seminari di studio, incontro).
Un’etica della libertà può essere teorizzata, ma ciò che più conta è che sia una sensibilità e un’aspirazione ad essere, che tende a trasformarsi progressivamente in uno stile di vita.
La regola aurea, tratta gli altri come vuoi essere trattato e quel modo di porsi nel mondo che chiamiamo atteggiamento Umanista, sono le caratteristiche fondamentali di questa sensibilità, di questa aspirazione, di questo stile di vita.
L’atteggiamento Umanista può essere sintetizzato nei seguenti punti:
L’assunzione dell’essere umano come valore e come interesse centrale,
L’affermazione dell’uguaglianza di tutti gli esseri umani.
Il riconoscimento della diversità personale e culturale.
Sviluppare la conoscenza al di sopra di quanto viene accettato o imposto come verità assoluta.
L’affermazione della libertà in materia di idee e di credenze.
Il rifiuto della violenza, fisica, economica, psicologica ecc
Il 4 maggio di 1969, a Punta da Vacas, Silo parlò davanti ad un paio di centinaia di persone riunite nei paraggi della cordigliera delle Ande. Fu questa la prima esposizione pubblica delle idee che, col tempo, furono alla base dell’ideologia del Movimento Umanista, movimento di idee attualmente presente in circa 130 paesi del mondo, che trasforma in azione le idee sopra esposte. In questa arringa, espose temi come il superamento del dolore e della sofferenza, il senso della vita, la violenza, il desiderio ed il piacere. Il percorso di studi e sperimentazioni, iniziato da lui e poche altre persone, iniziò con modalità d’aggregazione spontanee, ma col tempo e l’aumento delle persone che interessate si avvicinavvano a i temi dell’umanesimo, questo fenomeno assumeva sempre di più le sembianze di un movimento di opinione. Dalla sua leadership il Movimento Umanista negli anni 80-90 inizia una crescita espansiva e la creazione di fronti di azione e organismi presenti in molti paesi del mondo: Partito Umanista (espressione politica dell’ideologia del Nuovo Umanesimo), La Comunità per lo Sviluppo Umano (Un organizzazione dedita allo studio e all’applicazione dell’Umanesimo Universalista nei vari campi dell’azione umana) ed il Centro delle Culture (Una onlus che si occupa degli scambi interculturali). Il 6 ottobre del 1993 a Mosca riceve il dottorato honoris causa dall'Accademia delle Scienze Russa, davanti a scienziati ed altre personalità, Silo discusse la sua tesi sulle condizioni predialogali, concludendo la sua presentazione con queste parole: "... Non ci sarà dialogo esatto sulle questioni di fondo di questa civiltà, fino a quando non si inizierà, socialmente, a diffidare di tante illusioni alimentate coi lucernari del sistema attuale. In questa condizione, il dialogo continuerà ad essere inconsistente e senza connessione con le motivazioni profonde della società. Tuttavia, è chiaro che in alcune latitudini si è cominciato a muovere qualcosa di nuovo, qualcosa che iniziando come un dialogo tra specialisti, andrà occupando le pubbliche piazze”.
Silo lasciò l'organica del Movimento Umanista all'inizio del 2002, lo fece delegando l'orientamento del Movimento Umanista in nuove e molteplici mani, evitando così le perpetuazioni personaliste nell'organizzazione.Esistono di lui poche interviste ed interventi nei mezzi di comunicazione. Oggi viene definito come il leader di un nuovo movimento sulla religiosità, creato a partire dal movimento umanista. Egli definisce se stesso come uno scrittore ed apprendista di quella che chiama "religiosità interna". Attualmente è impegnato nello sviluppo di quello che viene chiamato “Il Messaggio”.I suoi libri sono stati tradotti in almeno 20 lingue e dialetti e sono diffusi in circa 60 paesi del Mondo e tre questi ricordiamo:Umanizzare la Terra, Contributi al Pensiero, Il Giorno del Leone Alato, Esperienze Guidate, Miti Radici Universali, Lettere ai miei Amici, Dizionario del Nuovo Umanesimo, Discorsi ed Appunti di Psicologia I, II , III e IV. Sono stati pubblicati anche due tomi delle sue opere complete.
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